I suggerimenti degli anconetani
Sta succedendo una bella cosa: arrivano continui suggerimenti di vocaboli e di espressioni da pubblicare. Grazie mille. Continuate a inviare ogni suggerimento. Vi promettiamo che li valuteremo tutti e che cercheremo di pubblicarne il più possibile. Con la solita raccomandazione: evitate espressioni che affondino le loro radici nella scurrilità. Ogni dialetto (o vernacolo, chiamatelo come vi pare) ne è popolato. Sarai belo te ha scelto sin dall'inizio di non ospitarle. Si può sorridere comunque.





“Ha da venì bafó” – Auspicio tipico dei nostalgici dei tempi del baffone Stalin, pronunciato quando qualcosa non va per il verso giusto, e quindi si ripongono le speranze nella venuta di un “nuovo messia”
“A discorre nun è fatiga” – noto aforisma riferito ad un tipico personaggio dell’Ancona storica rispondente allo pseudonimo Barigello con il quale si intende sottolineare come sia molto facile parlare piuttosto che fare.
due a zero (Italia – Germania)
“Ieri sera avemo fatto sciabà”: abbiamo fatto festa, anche se non era sabato …
di origine ebraica (?)
vuria ‘nviave ‘n fraco de parole ma indove l’ho da inserile pe fale aparì in t’el tsito vostro? va ringrazio se m’el digé.
Mandale qui. Ma che siano anconetane
Cogo:cuoco.
Sparnacià o sparnicià:spandere in modo disordinato.
Badarelo:giottolo,balocco.
Ganbaro o gambaro:gambero.
Gnagolare :miagolare.
Gnanca:nemmeno,neppure.
Féte:piedi.
Picare:attaccare,appendere,appiccare.
Boba:schiamazzo.
Fiocà:nevicare.
Gnara,é gnara:momento difficile
Guasi:quasi.
De bòto:all’improvviso.
De trinca:nuovissimo ,appena acquistato.
Ufo(magnà a ufo):a sbafo,fino a scoppiarne.
Filò:furbastro.
Fondèli:fondo dei pantaloni.
Figurì:persona elegante.
Pòdria ‘ndà ‘vanti ‘ncora p’en bel pò ma digeme prema se ve piagene questi ;termini che s’usavene en Ancona zona porto ani 50.Bona nota .
Scrive Dario Fo ‘ntela su opra literaria’Mistero Buffo’:Nel rappresentare questa storia(il primo miracolo di Gesù bambino)uso un linguaggio che é l’insieme di parecchi dialetti del Nord ,tra i quali prevale il Veneto.Tra questi dialetti possiamo metterci l’Anconetano?.A mio avviso direi di si,perché?Guardate il seguente elenco di parole tratte dal libro stesso:De boto,in tel,stéle,derento,aténto,boca,camèlo,de soto,capana,arivo,s’endormenta,se intorciga,madòna,te magno,vago da solo,nisciuno,omeni,no’se pol,fora,de bona,pegure,muntagna,galine,quatro,aseno,longo el camino,e alòra,pora bèstia,varda,pagni,gnanca,straca,lagrime,pàre,taola,bèla,ve fago veda(r),tèra,mèto,quelo,truco,pole,petenà,el gato,capèlo,parò(n),de novo,subeto,fogo,diaòlo,fenestre,e così via …A ‘sto pònto ,se pole dì che còl genio de Fo e el dialeto(vernacolo?) anconetano se vince el Nobel ,nun ve pare?