Archivio di maggio 2006
Imparà
Imparà
Insegnare.
La ó, quella chiusa
Qualcuno potrebbe obiettare: “Ma perché utilizzi sempre la o chiusa? La ó (Alt+162)? Vocaboli tipo: Capiscio’, Scapecio’ ecc. sono tronchi, abbreviazioni, quindi andrebbero con l’apostrofo!”
Andrebbero con l’apostrofo, non dico di no. Ma prima di optare per la o chiusa (ó) ci ho riflettuto molto e sono giunto alla conclusione che ormai questi vocaboli, ad Ancona, non vengono più percepiti come abbreviazioni di altri, ma come parole con una vita e una personalità proprie. L’anconetano, quello verace, non li interpreta più come derivati di altri vocaboli, ma come parole a sé stanti. Quindi, largo alla ó. D’altronde ad Ancona un scapecione o un giugiulone non li abbiamo visti mai.
Quanto
Quanto
Avverbio di tempo. Sì, di tempo.
Il podcast delle pronunce
Dopo qualche settimana di silenzo ho finalmente ripreso, stimolato tra gli altri da Antonio Tombolini, i podcast con le pronunce dei vocaboli anconetani. Ecco l'elenco delle pronunce appena diffuse in podcasting: Scagnarà, Lunzó, Stroligà, Pizardó, Scupuló, Cutigó, Cincighì, Credo valga la pena ascoltarle.
Scagnarà
Scagnarà
Abitudine invalsa nei condomìni.
Il verbo Adoperare
Io dopro
Te dopri
Lù dopra
Nialtri dupramo
Vuialtri dupré
Loro dopra(ne)
Lunzó
Lunzó
Grande, grosso, tonto.
Stroligà
Stroligà
Tentativi ripetuti e melliflui, di intavolare conversazioni che stimolino l’esternazione e il palesamento di pensieri e fatti altrui.
Me sa fadiga
Mi dispiace molto.
Pizardó
Pizardó
Vigile urbano, agente di polizia.
